Capolavori Moderni: La storia dell'incisione degli italiani e non solo - 1di4

Di S.P. Fjestad e Dennis Adler


Si potrebbe pensare che l’Italia sia l’ultimo posto in cui andare per le autentiche incisioni Colt del 19esimo secolo, ma solo perché la maggior parte degli Americani non ha mai sentito parlare dei Fratelli Dassa!


Sergio e Mauro Dassa sono cresciuti guardando western, semplicemente come due classici fratelli che apprezzavano i film, i cavalli, i giochi con le armi e la grandezza del West americano, l’unica differenza è che li guardavano in italiano!


Quando i giovani Dassa crebbero nel nord Italia, erano (e rimasero) grandi fan del West americano e del folklore leggendario e senza tempo che lo circonda.


Molti dei migliori ricordi dell’infanzia di Mauro sono di lui e di suo fratello minore Sergio mentre giocano a cowboy e indiani.


“Io e Sergio la sera guardavamo spesso i film western con cowboy americani e durante il giorno, dopo la scuola, giocavamo a cowboy e indiani con i nostri amici. Fingevamo di essere cowboy a cavallo. Indossavamo cappelli e stivali e facevamo versi simili al rumore degli speroni. Spargevamo in giro del talco per creare l’effetto della polvere. Tenevamo in mano carte da poker e tazze piene di succo d’arancia come se fosse whisky. Era fantastico! Al momento della sfilata di carnevale (l’ultimo martedì, prima dell'inizio della Quaresima), ci vestivamo come cowboy o sceriffi, realizzavamo le stelle dello sceriffo tagliandole dal cartone o da fogli di alluminio.”


Incidere armi è stata una forma d’arte in Italia per oltre 500 anni. Nel 19simo secolo i mastri incisori hanno lavorato sulle Colt, Remington, e altre armi da fuoco proprio come i fratelli Dassa fanno oggi. (Lo stile delle impugnature Colt di Lewis Ezsak/Cowboy Emporium)

“I film che guardavamo più spesso e che ricreavamo erano ‘C’era una volta il West’, ‘Per Qualche dollaro in più’, ‘Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo’, ‘Per un pugno di Dollari’, ‘Giù La Testa’, e molti altri di Sergio Leone con attori straordinari come John Wayne, Henry Fonda, Clint Eastwood, Terence Hill, Paul Newman, Jimmy Stewart, etc.”


Il West americano era nelle loro vene.

Sergio e Mauro erano i figli di un incisore, e in Italia, molto spesso, incidere è un impegno generazionale, con figli e figlie che seguono le orme dei propri genitori.


Questo fu inevitabile per i fratelli Dassa in quanto la loro attrazione nei confronti dell’Old West li avrebbe ispirati non solo a diventare incisori all’interno della tradizione italiana, ma anche ad espandere la loro esperienza nelle arti tradizionali e a studiare e incorporare il design di famosi incisori americani come Gustave Young, Louis Daniel Nimschke, and Cuno A. Helfricht, che crearono alcune delle migliori armi da fuoco incise di Colt, Winchester, e S&W del 19esimo secolo.


Un elemento significativo del successo delle Incisioni Dassa s.n.c. che Mauro fondò nel 1986, a Collebeato, poco a nord di Brescia, è che i fratelli incidano regolarmente armi, principalmente revolver.


La maggior parte degli altri incisori nella Valle non hanno inciso armi né lo faranno mai. Perché? I clienti che apprezzano e si possono permettere il massimo livello di qualità e di copertura che la professione dell'incisione è in grado di offrire, in genere, acquistano armi lunghe di marca di alta gamma, per lo più affiancate, sopra e sotto da fucili da caccia e carabine (side-by-side and over and under shotguns and rifles).


Queste armi da fuoco offrono una “tela d’acciaio” più larga per gli incisori per mostrare il loro talento, e richiedono anche il pagamento di un prezzo più alto - $25,000 - $75,000.


La guerra di secessione americana fu un periodo che fece da spartiacque per le incisioni su armi con esempi di lusso di Colt, Remington e altre marche che vennero presentate agli ufficiali dai vari produttori o da singoli individui. In figura, Starr single action, Colt 1851 Navy, Colt 1860 Army e Remington New Model Army incise da Dassa.

Mauro iniziò a incidere all’età di 16 anni mentre frequentava l’Istituto d’Arte Caravaggio a Brescia, e sotto l’attenta supervisione di suo padre.


A scuola, Mauro continuò a migliorare le sue abilità nel disegnare, sviluppando allo stesso tempo esperienze cruciali su una serie di tecniche d’incisione - tutto, dal fine scrollwork cesellato inglese alle ultra-dettagliate delicate scene realizzate con la tecnica del bulino utilizzando appunto un piccolo bulino per produrre le linee e punti.


Oggi, i fratelli Dassa sono riconosciuti in Italia come incisori proficui di fucili e carabine, ma a differenza di altri incisori capiscono anche l’importanza del six-shoter e del perché ricopra il suo status iconico sia per i clienti americani sia per quelli internazionali.


Sergio e Mauro trovarono in Alessandro e Alberto Pietta degli spiriti affini, anche loro produttori di armi di seconda generazione, e con la loro passione condivisa per il West americano, iniziarono una collaborazione che è sfociata in alcune delle armi western incise a mano più impressionanti degli ultimi tempi.


Alcune delle più recenti creazioni della compagnia, rappresentate in quest’articolo, sono attualmente le più storiche e elaborate.


Ispirazioni


“I film western americani hanno sicuramente fatto la differenza,” dice Mauro, “specialmente dopo aver incontrato i Pietta e aver avuto la possibilità di lavorare sulle loro riproduzioni. Mentre incidiamo i pezzi western di Pietta, pensiamo alla nostra infanzia e ascoltiamo colonne sonore di famosi film western, capolavori della musica di Ennio Morricone e altri….”


È la loro ispirazione, insieme ai lavori storici del 19 e 20esimo secolo di incisori americani e europei, tra cui spicca il padre, Alessandro Dassa.

Tra gli incisori italiani della generazione successiva alla Seconda Guerra Mondiale, Alessandro Dassa ha eseguito incisioni su commissione per Franchi, Bernardelli, Perazzi, Beretta, e altri dopo aver fondato il suo studio nel 1945.


È stato anche determinante nella creazione di una tecnica pittorica utilizzando smalti colorati per decorare lunghe pistole selezionate. I suoi figli hanno seguito le orme del padre.


Attualmente ci sono due modelli Remington di Pietta incisi a mano da Dassa, entrambi basati sulle armi d’esposizione originali della guerra di secessione. L’esempio in nichel e oro è basato su un revolver d’esposizione dato al Maggiore Generale George Meade qualche tempo dopo la sua vittoria a Gettysbuyrg. L’originale in figura era dotato di impugnature in avorio intagliato e un cartiglio d'argento con dedica. (Foto per gentile cortesia di Rock Island Auction Co.)

Questo articolo continua nella prossima uscita dell'editoriale Pietta...

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