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Capolavori Moderni: La storia dell'incisione degli italiani e non solo - 3di4

Di S.P. Fjestad e Dennis Adler


SA di Pietta realizzate da Dassa

Dal momento in cui i Pietta iniziarono a realizzare revolver a singola azione basati sui modelli storici Colt prodotti dagli anni Settanta dell’Ottocento fino al secolo scorso, la domanda da parte di collezionisti ed appassionati ha riguardato riproduzioni autentiche ma a un prezzo ragionevole che sono adatte sia a sparare che ad essere esposte, quest’ultima è la ragione per cui Pietta e Dassa si sono uniti per creare e riprodurre una serie di revolver a singola azione rappresentative degli originali, con molti elementi basati su armi storiche famose.


Il negozio di incisioni di Cuna A. Helfricht fu responsabile per alcuni dei lavori di casa Colt più impressionanti effettuati sul Peacemaker 1873. In figura vi sono due modelli Dassa recenti, una Buntline che integra i design basati su sei diverse armi Colt dell’Esposizione per il Centenario, e una copia del revolver presentato dai cittadini di Perry (Oklahoma) allo U.S marshal Wm. Tilghman.

Una delle armi più ambiziose fu la Buntline di Pietta che Dassa incise nello stile di quelle esposte da Colt alla grande Esposizione per il Centenario del 1876 a Philadelphia.


La Buntline era davvero un capolavoro che riusciva a incorporare, in un’unica arma, aspetti di più di una dozzina di diverse pistole esposte durante il Centenario del 1876 e prodotte in origine dal mastro incisore della Colt Cuno A. Helfricht. Mauro nota che “L’incisione da metà del 19esimo secolo fu decisamente prestigiosa. Ad ogni modo, le tecniche moderne ci permettono di raggiungere oggi dei livelli di qualità più alti.”


A tal fine i fratelli Dassa sono stati in grado di utilizzare una combinazione di tecniche per ricreare e in qualche modo fare un passo avanti rispetto alle armi del Centenario realizzando un esempio unico che incarni i design di Helfricht.


Il suo uso di scrollwork complessi, figure di animali come orsi e aquile, e l'elaborata incisione dei bordi intorno a castelli e tamburi non aveva precedenti sulle Colt Peacemakers prima della sua opera di incisione per il Centenario del 1876.



Nel dicembre 1873 il famoso sceriffo di frontiera Bill Tilghman si presentò con una Colt Single Action maestralmente incisa dai cittadini di Perry (Oklahoma). La riproduzione di Dassa è fedele allo stile di incisione di New York del modello originale. La foto originale dell’arma con la scatola delle munizioni fu scattata negli anni ’80 del 1900 quando l’arma di Tilghman fu posseduta da John Bianchi ed esposta nel suo Frontier Museum.


Lo stesso vale per diverse armi speciali recentemente incise - basandosi sulle originali - dai Dassa, come la Colt presentata nel dicembre 1893 al famoso uomo di frontiera Bill Tilghman da parte dei cittadini di Perry (Oklaoma). Insieme ai suoi vice, Tilghman fu largamente responsabile per aver spazzato via dall’Oklaoma il crimine organizzato, specialmente da Perry, una città priva di legge in piena espansione che Tilghman prese sotto il proprio controllo dopo essere diventato city marshal nel 1893. A Perry, Tilghman fu sia city law che U.S. Deputy Marshall avendo così una giurisdizione illimitata.


L’incisione sulla SSA di Tilghman era tipica dello stile Nimschke o di New York popolari negli anni 70 e 80 dell’Ottocento. I fratelli Dassa copiarono il pattern d’incisione generale da fotografie degli originali. Questo rappresenta uno dei primi design che sarà offerto in edizione limitata dai Pietta nella serie Lawman.



Il terzo della nuova serie Lawman di Pietta è il Bat Masterson (vedi Armi del vecchio West Inverno 2013) incisa con un pattern che riprende uno di quelli portati dal famoso avvocato di Dodge City. (Stile delle impugnature Colt di Lewis Ezsak/Cowboy Emporium; fondina Masterson di Chisholm’s Trail Leather)

Un’altra è la Colt basata su pattern d’incisione di una singola azione attribuita a Bat Masterson, che consiste nel secondo modello delle nuove serie di casa Pietta.


Ciò che distingue ulteriormente questi modelli, esclusa l’eccezionale incisione a mano e l’azione finemente regolata, è il fatto che siano tutte fornite del nuovo castello in stile black powder di Pietta che permette non solo che l’incisione ma anche che l’arma incisa risulti storicamente accurata. Castelli black powder o dei primi stili Colt montano un'unica vite sulla parte frontale per bloccare il perno di blocco del tamburo.


Questa vite deve essere rimossa per poter rimuovere il perno e il tamburo per poterli pulire. Il meccanismo della chiusura trasversale (transverse latch) usato oggi più comunemente su riproduzioni delle Colt Single Actions non fu introdotto fino al 1892 e coincise con uno slittamento generale dalle cartucce black powder a quelle infumi, motivo per cui ci si riferisce ai primi stili di castelli come castelli “black powder”.



La guerra di secessione americana fu un periodo che fece da spartiacque per le incisioni su armi con esempi di lusso di Colt, Remington e altre marche che vennero presentate agli ufficiali dai vari produttori o da singoli individui. In figura, Starr single action, Colt 1851 Navy, Colt 1860 Army e Remington New Model Army incise da Dassa.

Sesquicentenario della guerra di secessione


Nonostante trattino un altro periodo nella storia d’America, Dassa e Pietta hanno fatto squadra per realizzare una serie di revolver dell’era della guerra di secessione basata su armi da esposizione storiche incise da mastri incisori come Gustave Young, per commemorare il Sesquicentenario della guerra di secessione.


Tra questi, vari modelli black powder creati negli anni ‘50 e ‘60 dell’Ottocento vi sono quattro principali armi da fianco usate dalle truppe dell’Unione e della Confederazione, la Colt 1851 Navy, la Colt 1860 Army, la Remington New Model Army, e la Starr Single Action a canna lunga calibro 44 costruite apposta per l’esercito americano durante la guerra di secessione.


Tutti e quattro i modelli saranno resi disponibili con incisioni autentiche di Dassa basati sulle armi effettivamente del periodo.


Questo articolo continua nella prossima uscita dell'editoriale Pietta...