L’angolo del collezionista

Investire nel futuro – Il valore di pezzi da collezione contemporanei fabbricati a mano

Di Dennis Adler


Pietta hand engraved Starr

Revolver e pistole semiautomatiche sono state considerate degli investimenti artistici di qualità per decenni, in alcuni casi addirittura per secoli, quando si fa riferimento a pistole e revolver decorati risalenti al 1700-1800. E invece, le pistole commemorative fabbricate a mano in tempi moderni?


Per decenni, America Remember e U.S Historical Society hanno prodotto fucili, revolver e semiautomatiche (come il Model 1911) e il loro valore è rimasto relativamente invariato nel tempo, se non addirittura aumentato in alcuni casi.


Le Colt Single Action incise a mano e personalizzate sono, d’altro canto, viste come il gold standard tra i pezzi da collezione prodotti in epoca contemporanea.


Anche la seconda generazione dei revolver Colt Black Powder, prodotti dal 1971 al 1982 ca. (e per un breve periodo a inizio anni ’90 del Novecento, sempre a partire dall’inventario originale) incisi da alcuni degli artigiani più in vista in America, come Howard Dove, Alvin A.


White, K.C. Hunt, John J. Adams, Sir Andrew Bourbon e Barry Lee Hands, sono oggi ambiti dai collezionisti d’armi. In ogni caso, ognuno di questi, al proprio tempo, rappresentava un investimento per l’acquirente sia per quanto riguarda l’arma, che per quanto riguarda l’artista.


Gli italiani

Armi decorate straniere e fabbricate di per sé in Europa sono diventate una categoria a se stante, e principalmente come quella di armi finemente decorate e fabbricate a mano in Italia.


L’arte delle incisioni su armi da fuoco è fiorita nel corso di secoli, attraverso tecniche tramandate dagli incisori di generazione in generazione.


Alcune delle più pregiate e più costose armi incise a mano nel mondo provengono dall’Italia e sono state realizzate da artigiani come Gianfranco Pedersoli, Firmo Fracassi, Giancarlo e Stefano Pedretti, Manrico Torcoli, Giancarlo Fausti (di Creative Art, Italia) e altri (vedi i grandi incisori italiani nella serie di libri dedicati della Blue Book Publications), il cui lavoro è così altamente considerato che gli acquirenti sono disposti anche ad aspettare anni per avere un’arma decorata.


L’Italia è un paese in cui le famiglie di incisori d’armi talentuosi abbondano, che vivono nella zona di Gardone Val Trompia, che ci regalano dei revolver Starr Single Action commemorativi della guerra di secessione americana veramente speciali, costruiti e incisi a mano, con intarsi in argento e oro 24 carati, creati dai Fratelli Pietta.



La Starr è stata un’arma usata principalmente dall’Unione, ma le armi erano state realizzate prima, nel 1858 (in doppia azione), per cui non era così raro che le truppe confederate avessero un revolver Starr. La Pietta è quindi adatta a prescindere che tu sia a favore del nord o del sud, dal momento che ha reso omaggio alla guerra di per sé dal 1861 al 1865.


Il revolver top break originale

Gli Starr sono stati il terzo revolver più utilizzato durante la guerra di secessione americana, e in virtù del fatto di essere stata prodotti a partire dal 1858, furono portati dai soldati di entrambi gli schieramenti, da entrambi i lati della linea Mason-Dixon. Inizialmente realizzato come un revolver a doppia azione di calibro 36, Eben T. Starr era letteralmente avanti di anni rispetto a chiunque altro in America, incluse Colt, Smith & Wesson e Remington.


Non solo realizzò un design funzionante a doppia azione, ma il suo revolver fu anche il primo top break di successo, anche se ben lontano dalla facilità di avvio che sarebbe diventato il marchio di fabbrica dei primi revolver Smith & Wesson con cartucce di grossi calibro.


Con la guerra di secessione americana protrattasi anche al 1862 (i più pensavano che si sarebbe conclusa in un paio di mesi) la domanda per maggiori quantità di armi da fuoco spinse lo U.S War Department a fare richiesta del modello originale Starr, nella sua versione calibro 44, che ammontava a un totale 16.100 armi procurate entro Maggio 1863.


In ogni caso, il meccanismo a doppia azione del modello Starr tendeva a confondere i soldati, dal momento che non permetteva di posizionare il dito sul grilletto come con un revolver a canna unica, causando in molti casi il malfunzionamento dell’arma nel pieno della battaglia. Come risultato, l’Ordnance Department chiese a Starr di produrre una versione a singola azione, più tradizionale e con una canna più lunga, per un totale di 8 pollici (i modelli a doppia azione montavano canne da 6 pollici).


Questa divenne l’arma di marchio Starr più diffusa nel corso della guerra di secessione americana, con una produzione del modello a canna singola del 1863 che raggiunse, a fine del 1864, i 25.000 esemplari prodotti.



L’incisione a mano e l’intarsiatura dorata sono quello che aggiunge valore alla Starr di casa Pietta. “Considerando il lavoro, l’oro e l’argento, etc., credo che il prezzo [della Pietta] sia ragionevole” dice R.L Wilson, figura autorevole in campo di armi da fuoco e autore di Steel Canvas, The Book of Colt Firearms e The Book of Colt Engraving.


Il vero vantaggio di possedere una Starr è il suo design top break. Sebbene Eben T. Starr non ne abbia brevettato l’idea (Sam Colt, in realtà, propose questo tipo di design tra i suoi brevetti Dragoon del 1850, ma non lo produsse mai), Starr ne migliorò il concept infilando il cinturino superiore in modo da andare bene sull’otturatore fisso, così da dare alle sue armi una forza incredibile. Semplicemente svitando la vite di ritegno zigrinata con testa a croce che univa le due bascule, la canna e la bascula superiore si inclinavano verso il basso, permettendo a un tamburo vuoto di essere cambiato in pochi secondi con una nuovo già ricaricato.


L’unico inconveniente di questo design era la possibile perdita della vita nel cambiare i tamburi; lo stesso problema interessava anche i revolver Colt, se inavvertitamente un soldato perdeva il tassello bloccaggio canna durante il cambio del tamburo.


Un plus è rappresentato dall’unico design del tamburo Starr che si discosta dall’albero centrale (cylinder arbour) (attorno al quale giravano i tamburi di Colt e Remington) e al suo posto un lungo perno integrale inserito nella parte posteriore della bascula e bloccato in sede con un perno conico, che sporgeva dalla parte anteriore del cilindro.


Di conseguenza, i revolver Starr erano meno inclini all’errore, in quanto non avevano un albero del tamburo, ma Starr, avanti quanto era, senza contratti governativi scoprì di non poter vendere le proprie armi, entrando in concorrenza sul mercato civile con Colt e Remington, e due anni dopo la fine della guerra Ebenezer Townsend Starr fu fuori dal mercato.


Molte delle armi rimaste in magazzino o diventate surplus militare furono modificate per l’utilizzo di cartucce metalliche, nella maggior parte dei casi da parte di singoli armaioli, mentre altre armi rimaste inutilizzate furono date a incisori in modo che le decorassero, nella speranza che una Starr con un look più accattivante potesse essere venduta più facilmente e a un miglior prezzo.


Non si conosce con certezza quante Starr a singola azione furono incise con motivi florali dopo la guerra di secessione americana, ma probabilmente non furono più di una dozzina.


Starr di casa Pietta

Nel numero di Guns of the Old West della primavera del 2011 ci fu il debutto della versione incisa a macchina di quest’arma realizzata dai F.lli Pietta, che al momento è venduta esclusivamente attraverso Cabela’s.


La versione incisa a mano mostrata è un’edizione limitata, in cui ogni esemplare è costruito su ordinazione e costa un impressionante €6,109, o $8,736 negli Stati Uniti. Limitati a soli 150 esemplari al mondo, sono stati prodotti dal 2011 fino al 2015, per celebrare il Sesquicentenario della guerra di secessione americana, che durò dal 1861 al 1865.


Anche la fondina con lembo, dell’esatto periodo della guerra di secessione americana, mostrata con la pistola, è limitata a 150 esemplari; ognuno dei quali è realizzato a mano da Alan e Donna Soellner della Chisholm’s Trail Leather, dotato di una placca d’oro, incisa a mano e montata sulla patta. La fondina realizzata a mano è venduta al prezzo di $295.

La patta della fondina Starr, unica tra le attrezzature della guerra di secessione americana per la forma dell’arma e per la lunghezza di 8 pollici della canna, fu scelta al posto di una scatola di presentazione in legno di noce tradizionale per il modello inciso a mano per il Sesquicentenario, perché le scatole generalmente tendono a diventare dei sopramobili ingombranti, mentre una fondina accoppiata corrispondente al periodo della pistola, può diventare un pezzo d’arte d’esposizione.



Pietta è così fiera di quest’arma realizzata a mano che il nome della famiglia è inciso e intarsiato d’argento lungo la parte superiore della canna.


Qual è il futuro valore di un tale investimento? Bisogna considerare in primo luogo la qualità, la reputazione del produttore, e sicuramente, l’arma in sé, che, considerandone l’edizione limitata e il design, fa salire la cifra sul tavolo.


Anche il pattern dell’incisione di questo modello è basato su quello di un’autentica Starr a singola azione del 1860. L’arma originale, incisa all’incirca nel biennio 1867-1869 (e realizzata da Starr Arms Co. intorno al 1861) è stata recentemente venduta dalla Rock Island Auction Co.


L’incisione sul modello Starr in edizione limitata è presa da quello originale, ma ulteriori decori furono aggiunti dall’azienda di incisori per superare il lavoro fatto su questa serie di revolver successivi alla guerra di secessione americana, nei tardi anni ‘60 dell’Ottocento.


Il mastro incisore dell’azienda dei F.lli Pietta è ritratto al lavoro della prima arma (l’esempio finito nell’articolo). La tecnica è rimasta immutata per secoli, usando uno scalpellino e un martello per incidere abilmente il pattern sul metallo. L’incisione a mano è una forma d’arte da maestri. Non c’è possibilità di cancellatura! L’intarsiatura fatta con fili d’ora 24 carati è un processo lento. L’incisione deve essere fatta dal basso, così che ci sia un bordo sottile sotto il quale il filo d’oro sia pressato e martellato fino a raggiungere l’esatta posizione. Questa è una tecnica davvero lenta e che è si è guadagnata rispetto nel tempo, usata dai mastri incisori in tutto il mondo, ma in nessun posto come in Italia, dove gli intarsi in oro sono usati su fucili da caccia, tra gli altri di Beretta, Fausti, Rizzini e Fabbri.


Inoltre, le armi riportano nella parte superiore della canna il nome della famiglia Pietta intarsiato in argento, e un banner stilizzato su entrambi i lati, che ricorda le celebrazioni per il Sesquicentenario del 1861-2011.


Il motivo a decorazione floreale composto da profonde incisioni è totalmente intarsiato a mano, con l’aggiunta di fili d’oro 24 carati in varie tonalità per aggiungere colore e profondità. Il cane, il grilletto e la leva di caricamento sono tutti in colori tartarugati, e le pistole sono lucidate in modo eccellente, prima di ricevere una finitura blue royal per far risaltare l'abbellimento in oro. Il tocco finale è dato da un’impugnatura deluxe in legno di noce, zigrinata e fatta a mano, copiata da un design originale usato in una presentazione di revolver Starr negli anni ‘60 dell’Ottocento.

Il pluri-premiato storico di armi da fuoco e scrittore R.L. Wilson, che una volta possedeva e lavorava per l’American Master Engravers, dice: “Il revolver Starr a singola azione realizzato per il Sesquicentario della guerra di secessione americana di casa Pietta è una bellezza.


Il motivo floreale inciso è una rievocazione dello show di pistole fatte per l’esibizione di Samuel Colt negli anni ’50 dell’Ottocento [1]. In generale, sono impressionato dallo stile, dalla qualità, dal design e dal prezzo ragionevole per un’arma con intarsi dorati – è una rarità per un collezionista istantaneo.”


Per il mercato americano, i modelli Starr fatti su misura saranno disponibili esclusivamente presso Dixie Gun Works a Union City, Tennessee, come articolo su ordinazione speciale. In futuro diventeranno da collezione?


La risposta, forse, risiede nel desiderio di ognuno di possedere qualcosa di raro e splendidamente abbellito, che solo 150 persone al mondo potranno avere la possibilità di possedere. Per alcuni, questa cosa, già di per sé, non ha prezzo.


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